L’Irlanda del Nord ha lanciato una strategia aggiornata per le aree marine protette (MPA) volta a rafforzare la salute dei suoi ecosistemi costieri, ma i gruppi ambientalisti insistono sul fatto che il progresso reale dipende da un’attuazione efficace, non solo dalla designazione. Il nuovo piano, presentato dal Dipartimento dell’Agricoltura, dell’Ambiente e degli Affari Rurali (Daera), mira a salvaguardare gli habitat e le specie critici fino al 2030, affrontando allo stesso tempo gli impatti dei cambiamenti climatici.
La necessità di risultati tangibili
Attualmente, 48 AMP sono state identificate come zone ecologicamente significative che necessitano di una maggiore protezione. Tuttavia, secondo la dottoressa Sharon Thompson della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) NI, dichiarare semplicemente protette queste aree non è sufficiente. Una gestione efficace, un monitoraggio coerente e un’applicazione rigorosa sono essenziali per garantire il futuro della vita marina e degli uccelli marini dell’Irlanda del Nord.
Questa enfasi sull’azione arriva in un momento critico. Le recenti morie di massa di uccelli marini lungo le coste dalla Spagna alla Scozia servono a ricordare duramente le pressioni cui devono far fronte queste popolazioni vulnerabili. La situazione dimostra la chiara necessità di rafforzare la resilienza di questi ecosistemi in modo che possano resistere meglio agli shock ambientali.
Aree chiave di interesse: Habitat e specie
La strategia evidenzia la ricca biodiversità nelle acque dell’Irlanda del Nord.
– Lo Strangford Lough ospita praterie vitali di alghe che sostengono le oche Brent in svernamento, insieme a diverse barriere coralline e vita marina.
– Il Canale Nord fornisce l’habitat alle focene.
– La costa settentrionale presenta esclusivi letti di alghe maerl a Red Bay e rare spugne a Rathlin Island.
Il ministro del Daera, Andrew Muir, ha riconosciuto l’importanza del piano, definendolo una “pietra miliare” nella protezione dell’ambiente marino “eccezionale” della regione.
Dalla teoria alla pratica
Thompson ha sottolineato che i funzionari devono valutare rigorosamente le pressioni che determinano il declino della popolazione degli uccelli marini prima di attuare misure di gestione mirate. La designazione delle AMP è solo il primo passo. Il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità dell’Irlanda del Nord di tradurre i propri impegni in risultati concreti e misurabili.
“Ciò che conta ora è l’azione”, ha affermato Thompson, “la designazione delle AMP non è la fine ma il punto di partenza per garantire che le nostre aree protette siano adeguatamente gestite, monitorate e applicate”.
Il vero test di questa strategia per l’AMP risiede nella sua capacità di andare oltre le promesse e apportare miglioramenti tangibili agli ecosistemi marini dell’Irlanda del Nord.






























