Vita sui ghiacci: chi è davvero tagliato per il lavoro in Antartide?

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Il Regno Unito e gli Stati Uniti stanno reclutando attivamente per posizioni in Antartide, ma non hanno solo bisogno di scienziati. Dai falegnami ai cuochi, fino ai parrucchieri, esistono opportunità per coloro che desiderano sfidare il continente più isolato del mondo. La domanda non è solo riesci a gestire il freddo, ma riesci a gestire le condizioni estreme e le sfide psicologiche uniche?

Oltre il gelo: cosa comporta veramente la vita in Antartide

Dan McKenzie, capostazione presso la stazione di ricerca Halley VI, esemplifica lo spirito avventuroso attratto dall’Antartide. Dopo anni in mare, cercò un ruolo altrettanto remoto ma stabile. Descrive un’esistenza surreale ma stranamente confortevole: temperature medie intorno ai -20°C, con estati che raggiungono i -15°C miti. Ma la realtà non riguarda solo la temperatura.

Le stazioni del British Antarctic Survey (BAS) non si limitano a monitorare la fauna selvatica e il clima. Halley VI si concentra specificamente sui dati atmosferici, sugli studi sullo strato di ozono e sulla stabilità della piattaforma di ghiaccio Brunt. L’estate porta la luce del giorno 24 ore su 24, che termina con tramonti che durano settimane. L’inverno, al contrario, fa sprofondare il continente nell’oscurità completa.

Il fattore umano: isolamento, conflitto e resilienza

Il ruolo di McKenzie va oltre la logistica e la sicurezza. Fornisce inoltre un supporto emotivo cruciale a un team di 40 persone, gestendo i conflitti interpersonali e la tensione psicologica dell’isolamento. BAS impiega circa 120 persone in estate, di cui fino a 50 restano durante i brutali mesi invernali. Coloro che svernano descrivono un senso unico di libertà e cameratismo, una comunità affiatata in cui il sostegno reciproco è essenziale.

Dettagli pratici e processo di selezione

BAS assume circa 150 nuove reclute ogni anno, con il 70% delle posizioni relative a ruoli operativi come idraulici, medici e manutenzione elettrica. Gli stipendi partono da £ 31.244, comprensivi di viaggio, alloggio e attrezzatura per condizioni meteorologiche estreme. Tuttavia, le condizioni non sono lussuose. Aspettatevi dormitori condivisi, cibo fresco limitato e accesso limitato all’alcol.

Il processo di selezione non riguarda solo le competenze; valuta le capacità di risoluzione dei conflitti e di problem solving. La formazione è approfondita, ma la vera prova arriva con la realtà della vicinanza costante e delle normative rigide. La responsabile delle risorse umane Mariella Giancola osserva che molti sottovalutano l’impatto psicologico della vita condivisa e della mancanza di privacy.

Perché le persone lottano (e chi prospera)

Lo psicologo clinico Dr. Duncan Precious, che in precedenza ha prestato servizio nelle forze armate, spiega che le dinamiche sociali sono spesso più problematiche dei rischi fisici. Le relazioni inasprite non hanno nessun posto dove andare e la routine strutturata può irritare chi è abituato alla libertà. Tuttavia, gli stessi tratti della personalità che attirano le persone in Antartide – la tolleranza per le difficoltà, la fiducia in se stessi e il desiderio di esperienze uniche – aumentano anche le probabilità di successo.

“È importante sentirsi a proprio agio con il fatto che non avrai alcuna privacy perché le persone ti stanno dritto in faccia.”
— Mariella Giancola, Responsabile Risorse Umane BAS

Il fascino dell’Antartide risiede nella sua bellezza cruda e nella possibilità di osservare una fauna selvatica straordinaria, dalle migrazioni delle balene alle colonie di pinguini imperatori. Ma la realtà è dura, impegnativa e profondamente isolante. È una prova non solo di resistenza fisica ma di resilienza umana.

In definitiva, lavorare in Antartide non è per tutti. È una vita messa a nudo, dove la sopravvivenza dipende dall’adattabilità, dall’intelligenza sociale e da un impegno costante per la collettività.