Trump Media scommette molto sulla fusione: una verifica della realtà per le speranze di energia pulita

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Trump Media, la società madre di Truth Social, ha annunciato una fusione con la società di energia da fusione TAE Technologies, fissando un calendario ambizioso per avviare un impianto di fusione su scala industriale entro il 2026. Il piano mira alla produzione di energia entro il 2031, ma gli esperti avvertono che gli ostacoli scientifici, normativi e finanziari rimangono immensi. Questa mossa evidenzia il crescente interesse del settore tecnologico per la fusione come potenziale soluzione energetica per i data center e non solo, ma la realizzazione pratica dell’energia da fusione rimane ancora lontana decenni.

Il fascino e le sfide dell’energia da fusione

La fusione, spesso chiamata il “Santo Graal” dell’energia pulita, replica il processo che alimenta le stelle: fondendo i nuclei atomici per rilasciare una vasta energia. A differenza dell’attuale fissione nucleare, la fusione non produce scorie radioattive di lunga durata ed evita le emissioni di gas serra. Tuttavia, ottenere un guadagno energetico netto, ossia produrre più energia di quella consumata, è stata una sfida decennale. Solo nel 2022 il Lawrence Livermore National Laboratory ha raggiunto questo traguardo, e anche quella svolta ha richiesto un immenso dispendio energetico.

Il ruolo di Trump Media: un’iniezione di capitale, non un salto tecnologico

Il passato scetticismo di Donald Trump nei confronti dell’energia pulita contrasta nettamente con la spinta del settore tecnologico verso la fusione. La fusione non riguarda le competenze tecnologiche ma il capitale. TAE cerca finanziamenti per superare gli ostacoli rimanenti, con Trump Media che si impegna fino a 300 milioni di dollari. La società ha già raccolto oltre 1,3 miliardi di dollari da investitori come Google, Chevron e Goldman Sachs.

Il percorso verso la fusione commerciale: una lunga strada da percorrere

L’approccio di TAE, che utilizza un reattore ibrido “a configurazione invertita” (FRC), è solo una delle numerose tecnologie concorrenti. Il successo dipende non solo dal raggiungimento di un guadagno energetico netto sostenuto, ma anche dall’adattamento della tecnologia alla sostenibilità economica. Le proiezioni attuali suggeriscono che, anche con scadenze ottimistiche, l’energia da fusione commerciale è improbabile prima della metà degli anni ’30. L’industria deve anche affrontare le questioni relative alla catena di approvvigionamento e navigare in un contesto normativo snello recentemente istituito negli Stati Uniti, che classifica i reattori a fusione come acceleratori di particelle per accelerare le approvazioni.

Perché è importante: data center e domanda di energia

L’urgenza dietro lo sviluppo della fusione deriva dalla crescente domanda energetica dell’intelligenza artificiale e dei data center. Le grandi aziende tecnologiche come Google, Microsoft e OpenAI stanno investendo molto nella fusione per garantire il futuro approvvigionamento energetico. Tuttavia, fare affidamento sulla fusione per risolvere i bisogni energetici immediati non è realistico. La tecnologia richiede un sostanziale ulteriore sviluppo prima di poter sostituire le fonti energetiche esistenti.

La fusione tra Trump Media e TAE Technologies sottolinea il crescente investimento nell’energia da fusione, ma non cambia la realtà fondamentale: la fusione commerciale rimane un obiettivo lontano. Mentre il sostegno finanziario può accelerare la ricerca, superare le sfide scientifiche e ingegneristiche richiederà anni, se non decenni, di continua innovazione.