Hubble cattura la rara rottura di una cometa, rivelando materiale dell’antico sistema solare

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Per decenni, gli astronomi hanno cercato di osservare la disintegrazione di una cometa in tempo reale, un’impresa considerata difficile da prevedere. Il telescopio spaziale Hubble della NASA ha ora ottenuto questa rara osservazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS), fornendo informazioni uniche sulla composizione dei corpi ghiacciati formatisi durante le prime fasi del nostro sistema solare. L’evento inaspettato si è verificato a causa di conflitti di programmazione, quando i ricercatori hanno rivolto Hubble a K1 come obiettivo sostitutivo, solo per scoprire che la cometa si era già fratturata in quattro pezzi distinti.

Perché le rotture delle comete sono importanti

Le comete sono essenzialmente capsule del tempo risalenti alla formazione del nostro sistema solare, circa 4,6 miliardi di anni fa. I loro interni contengono ghiaccio, polvere e sostanze chimiche incontaminate, sostanzialmente immutate da quell’epoca. A differenza della superficie della cometa, che viene alterata dal calore e dalle radiazioni, l’interno offre uno sguardo sulle materie prime presenti quando si formavano i pianeti. Ciò rende lo studio di un evento di rottura cruciale per comprendere gli elementi costitutivi del nostro sistema planetario.

La stragrande maggioranza delle comete rimane inosservata, originando dalla fascia di Kuiper oltre Nettuno o dalla più distante, teorica Nube di Oort, fino a 50 volte più distante. La nube di Oort rimane in gran parte non confermata a causa dell’estrema debolezza dei suoi abitanti.

La scoperta della frammentazione del K1

I ricercatori hanno osservato K1 per tre giorni consecutivi nel mese di novembre, circa un mese dopo il suo massimo avvicinamento al Sole. Hubble catturò la disgregazione in corso, rivelando quattro frammenti ciascuno circondato dal proprio alone luminoso di gas e polvere: la chioma. Il team stima che la rottura sia iniziata circa otto giorni prima che fossero scattate le prime immagini. La cometa originale aveva all’incirca le dimensioni di una piccola città, come Key West, in Florida.

Risultati inaspettati e ricerche future

I tempi dell’osservazione hanno rivelato un’anomalia: i telescopi terrestri hanno rilevato l’illuminamento del K1 più tardi del previsto. Ciò suggerisce che la luminosità della cometa potrebbe essere più strettamente legata alla luce solare riflessa dalla polvere rispetto al ghiaccio appena esposto, che richiede tempo per riscaldarsi e vaporizzare.

Misurazioni preliminari indicano anche che K1 contiene livelli insolitamente bassi di carbonio rispetto ad altre comete, un fattore che gli scienziati sperano di indagare ulteriormente. Questi risultati sottolineano la natura imprevedibile del comportamento delle comete e l’importanza delle scoperte accidentali nel progresso scientifico.

Ora frammentato e alla deriva dal sistema solare a circa 250 milioni di miglia dalla Terra, è improbabile che K1 ritorni. I dati raccolti da questa osservazione casuale, tuttavia, continueranno a fornire informazioni sulla nostra comprensione del sistema solare primordiale negli anni a venire.